Guardare all’origine di una persona e descriverla dal di dentro, osservandola nel suo nascere, attraverso le emozioni, le passioni, i dolori e le continue scoperte, permette di comprendere più a fondo la sua evoluzione verso la maturazione e l’età adulta. Ciò permette a chi guarda di vivere le trasformazioni di una vita e crescere a sua volta, perché non esiste formazione senza trasformazione.
La vita pone davanti ad ognuno delle scelte e dei possibili cammini, che ne condizioneranno il futuro e i cambiamenti, permettendo così di scoprire lati diversi del mondo, ma soprattutto di sé stessi. I racconti di formazione cercano di indagare il contatto dell’essere umano con il mondo esterno per riflettere sulle vicendevoli influenze tra l’individuo e l’ambiente, poiché non si cresce solo grazie al passare del tempo, ma sono anche le esperienze che si vivono a plasmare la propria interiorità.
La miniserie Grandi speranze ci conduce fin dall’inizio in questa dimensione: un giovane ben vestito si appresta a togliersi la vita impiccandosi ad un ponte di Londra, senza spiegare ne il contesto ne l’identità del ragazzo, con l’intento di suscitare curiosità in chi guarda e a chiedersi cosa lo abbia portato a compiere quel gesto? Con questo inizio in medias res la serie co-prodotta da Stati Uniti e Inghilterra ed uscita nel 2023 catapulta lo spettatore nella storia di Pip Gargery, un giovane di periferia di umili origini.
Grandi Speranze, il crudo period drama da Charles Dickens a Steven Knight
Grandi Speranze è una storia che naviga attraverso le suggestioni e il “potere” del tempo per mettere in scena un racconto in bilico tra riscatto, formazione e follia. Il protagonista ha il volto di , già visto in . è un che non ha ne passato ne futuro, ma ; egli vuole trovare a tutti i costi il proprio momento di riscatto, fino a quando per , al giovane viene mostrata la possibilità di scegliere il suo avvenire. Davanti a sé ha un ventaglio di opportunità, di , ma sarà costretto a comprendere che il nuovo mondo che ha davanti ha un suo prezzo e se sarà questo nuovo percorso a renderlo davvero l'uomo che desidera diventare.
uno scherzo del destino e a causa di oscure manipolazioni
“grandi speranze"
Grandi speranze è tratto dell’omonimo romanzo di Charles Dickens, considerato un classico letterario, che ha avuto nella storia svariati adattamenti cinematografici e televisivi, per i temi di critica sociale che affronta. Questo adattamento, firmato da Steven Knight, il creatore di serie come Peaky Blinders e Taboo, tenta di seguire in modo più o meno pedissequo la crescita del protagonista, in una messa in scena più cupa e violenta dell’originale. Knight, non nuovo ai period drama, punta a costruire un adattamento che parli alla contemporaneità, immergendo il racconto nelle oscurità della Londra vittoriana e non risparmiando le perversioni e le violenze solo accennate da Dickens, con l’obbiettivo di offrire un ritratto ancora più crudo e realistico dell’epoca.
Pip e la difficoltà di scegliere il proprio destino
Come nell’opera letteraria, il racconto di Steven Knight si concentra sulla crescita del giovane Pip, e di alcuni altri giovani protagonisti. La storia potrebbe essere definita quasi “un romanzo di formazione al contrario”, dato che ciò che Pip diventerà grazie alla vita londinese e alla ricchezza non è necessariamente ciò che avrebbe voluto essere. "Tutti vorrebbero essere dei gentiluomini" eppure diventarlo può significare rinunciare a qualsiasi coscienza morale, pur di ottenere ciò che potrebbe cambiare la vita.
Pip, che sta imparando il mestiere del fabbro dal marito della sorella, nel villaggio lungo il Tamigi, guardando le grandi navi che attraversano il fiume verso Londra e verso terre esotiche e lontane, fantastica su una vita migliore e sulla fortuna che lo renderà felice. Finalmente arriva la possibilità di partire: una nobile misteriosa ed eccentrica, Miss Havisham, gli propone di andare periodicamente a casa sua per una sorta di educazione di etichetta ma anche sentimentale, facendogli conoscere la propria figlia adottiva, Estella.
A questo punto tutte le aspettative, sia le proprie che quelle di Miss Havisham, sono riposte su di lui e questo peso lo condizionerà per tutta la vita. La ricca sui generis, che si aggira per le stanze del proprio palazzo nel vestito da sposa con cui è stata abbandonata all'altare, e la giovane adottata ed educata per essere l’arma della madre contro gli uomini, sono due personaggi femminili complessi e che riservano diverse sorprese.
Con l’incedere del racconto si assiste ad una metamorfosi: il nero delle mani da fabbro, sporche del lavoro quotidiano con cui è cresciuto il giovane, si trasforma a Londra nel nero dell'anima, incenerita dalle brutture della vita benestante.
La storia di Pip ed Estella si muove in parallelo a quella di due antichi rivali, Magwitch e Compeyson, per svelarne solamente alla fine il legame con i protagonisti e le conseguenze che questo avrà sulla vita dei due giovani. I ragazzi, per poter risalire e vedere chiaramente il proprio percorso, arrivano a toccare il fondo in un'esistenza fatta di ciò che gli altri hanno deciso per loro e nelle aspettative che gli altri in loro hanno riposto. Emblematica è infatti la frase di Pip, "Quando potrò finalmente decidere io del mio destino?".
Tutti, nella sua vita, gli hanno sempre detto cosa fare e cosa essere: dal fabbro Joe con un grande cuore, allo spietato avvocato Jaggers, che prende in mano la sua educazione, il suo futuro e il suo denaro a Londra.
Nella serie, anche se con qualche differenza dal romanzo, il peso degli adulti sul destino dei giovani diventa insopportabile: le loro ambizioni e interessi schiacciano e distorgono le speranze dei ragazzi che sono costantemente messi alla prova e costretti a grandi sacrifici per trovare la propria indipendenza e libertà.
Il mondo di Charles Dickens in Grandi Speranze
Dickens scrisse questo romanzo, pubblicato tra il 1860 e il 1861, per raccontare la società del tempo, riflettendo sulle speranze e le paure dei giovani inglesi, lui compreso. Egli volle indagare e criticare i falsi miti che sembravano dirigere la vita della sua generazione. Nel romanzo, la competizione e i rapporti tra gentiluomini si rivelano essere basati su opportunismo ed egoismo, condizionati da una società corrotta che predilige una facciata di perbenismo ed etichetta e che permette crimini e tradimento nella propria intimità e nei propri affari.
Per quanto rientri nel novero degli orfani dickensiani, il protagonista di Grandi speranze se ne discosta per una caratteristica intrinseca che può apparire come inettitudine, meschinità e gravità. Pip non è un personaggio positivo e non brilla per purezza d’animo. Gli si addicono le sfumature grigie di un antieroe pentito ma colpevole e per questo umano. Nella sua voce narrante, si percepisce l’eco del tormento e i segni della stanchezza profonda di qualcuno che deve perdonare il proprio passato, approfondendo la psicologia di un piccolo ragazzo innocente che si trasforma in un giovane estremamente ambizioso e disposto a tutto per raggiungere i propri obiettivi.
Le novità dell’adattamento di Grandi Speranze
La serie, sebbene a tratti si perda nella complessità della trama e non riesca a trasmettere il cambiamento con l’efficacia del romanzo, si concentra fortemente sulle tinte gotiche della storia, che Dickens inserì per trasmettere in modo veritiero la psiche umana, dalle impressioni che inquietanti personaggi possono suscitare su una mente giovane, alla sensazione di incarcerazione mentale di Pip costretto tra l’ambizione e il senso di colpa. Miss Havisham, i due galeotti Magwitch e Compeyson, come i bassifondi londinesi, trasmettono un’atmosfera spettrale, che suscita nello spettatore l’inquietudine del protagonista catapultato nelle sozzure della vita adulta.
La serie poi concentra lo sguardo sulle perversioni dei personaggi e sui soprusi che individui e istituzioni applicano sui più deboli: racconti e luoghi parlano spesso dell’imperialismo inglese che condizionava la vita degli stranieri. Knights infatti inserisce diverse scene nei ghetti e modifica l’etnia di alcuni personaggi per raccontare anche questa faccia di Londra, così da attualizzare la critica già tagliente di Dickens sulla modernità. Alcool, droghe e violenze vengono mostrate per far percepire lo sprofondare di una giovane anima nel baratro di un destino cupo.
Così la scena di apertura, in cui Pip tenta di togliersi la vita, acquisisce un senso: cerca di condensare il conflitto ed il dolore del protagonista ormai risucchiato dalla spirale di crimini e vizi della città. Per ambizione ha perso gli affetti, il sonno ed il denaro.
Un nuovo finale
Il finale della serie, tuttavia, tradisce l’originale. Se per Dickens la redenzione avviene in un Pip ormai adulto che, consapevole delle vuote speranze di Londra e del denaro, prosegue la sua vita, per poi ricongiungersi con Estella, nell’adattamento la redenzione è immediata e totale: Pip, ritornando nel suo paesino, capisce il valore di quella vita e, come in molti racconti di formazione, ritorna al luogo in cui è iniziata la sua storia, ma con una nuova e maggiore maturità.
Questa scelta di certo compromette la profondità e la complessità di un romanzo che ancora oggi ha molto da dire e che senza buonismi delineò una critica decisa al progresso. Tuttavia, la serie mantiene la capacità di trasportare lo spettatore nella genesi e nei tormenti interiori di un giovane che deve affrontare un universo di disillusioni, sogni infranti e scarsa fiducia nel futuro.
Il tempo passa e il contesto sociale, economico e culturale si modifica naturalmente, ma tutto testimonia l’abilità di Dickens, che riuscì a catturare preoccupazioni, ansie e aspettative capaci di superare i confini temporali, ed essere ancora fonte di ispirazione e di riflessione, accumunando indistintamente i ragazzi di ogni epoca.